Un nuovo progetto di ospitalità è sbarcato sull’antico vulcano
A Santa Fiora le seconde case diventano location ideali per una vacanza alla scoperta di nuove Comunità da conoscere. Al fianco dell’ormai noto “Santa Fiora Smart Village” in questo piccolo gioiello della Toscana è nato “Santa Fiora ospitalità diffusa”, un progetto, curato da due imprenditrici locali Sasha Naldi e Claudia Manzoni, che hanno voluto scommettere su un nuovo modello di accoglienza. Non un albergo diffuso ma una rete di abitazioni collegate con molti servizi ed esperienze da fare in paese e nel territorio amiatino. L’ospitalità diffusa è una proposta concepita per offrire agli ospiti un’esperienza di vita in un centro storico, senza rinunciare a tutti i servizi di qualità che rendono la vacanza facile e piacevole, infine scegliendo la soluzione abitativa che più corrisponde alle proprie esigenze.
L’ESPERIENZA DI UNA VANCANZA DIVERSA
Al momento sono 10 le abitazioni, tutte seconde case, che hanno aderito al progetto ma i numeri sono destinati a crescere. L’obiettivo è portare a Santa Fiora il modello di ospitalità diffusa già presente in Trentino Alto-Adige. Questa iniziativa ha almeno tre obiettivi principali: incentivare gli affitti legali, trasformare le seconde case di montagna in risorse e intercettare viaggiatori che potrebbero alloggiare per un periodo anche più lungo rispetto ai tempi di una classica vacanza. Sul sito internet è stato inserito materiale informativo. C’è inoltre la possibilità di scegliersi gli alloggi, i servizi e le esperienze da fare. Un progetto innovativo dunque, che sbarca in questo borgo in Toscana dove la qualità del vivere è la cifra che contraddistingue questi luoghi nel mondo.
UNA COMUNITÀ CHE SA ACCOGLIERE A BRACCIA APERTE
Sulla homepage del sito si legge “Una comunità che vi accoglie” ed è quella amiatina. Un messaggio chiaro per far capire che l’aspetto esperenziale della vacanza viene considerato un fattore primario. l sindaco del comune di Santa Fiora, Federico Balocchi ha accolto e incentivato in pieno questo progetto che molto si sposa con “Vivi in paese” rivolto a persone che lavorano in smart working e che desiderano stare, per un periodo medio e lungo sul monte Amiata.