Sabato 26 febbraio, nel cuore del borgo amiatino, torna l’originale appuntamento
Giocoso, satirico, particolarissimo. Torna, sabato 26 febbraio alle 16, il Carnevale Morto di Marroneto. Il caratteristico borgo situato nel territorio di Santa Fiora torna dunque a vivere uno degli eventi più caratteristici dell’Amiata e della Toscana in generale. Qui, in questo paese di montagna, il carnevale non è sinonimo di stelle filanti, maschere di supereroi o pupazzi di cartapesta ma rappresenta l’occasione per riproporre uno spettacolo messo in piedi dalla gente del posto. Uno copione già scritto e ogni volta interpretato magistralmente dalla Compagnia dei Gobbi Befanotti.
UNA SFILATA GOLIARDICA
La tradizionale usanza, che affonda le sue radici nel passato e che è stata recuperata dagli abitanti del paese a partire dagli anni ottanta, si rinnova anche quest’anno. Tutte le maschere si riuniscono in piazza Padella alle 16 per fare festa. Il personaggio del Carnevale, interpretato da un giovane ben vestito, si diverte con la sua combriccola di amici, tra i quali il Gaudente che vive solo di divertimento. Ai bordi girano i gobbi, vestiti di stracci logori, che rappresentano la parte più umile del popolo. Il chiassoso corteo si sposta attraverso via della Sabbia, fino a piazza Renaiolo per poi tornare in piazza Padella, dove la festa prosegue fino a quando il Carnevale comincia a sentirsi male e cade a terra agonizzante.
MUORE IL CARNEVALE
A nulla serve l’intervento del dottore: Carnevale è morto. Da qui la farsa tragicomica tocca il suo punto più alto: l’amico Gaudente si dispera, piange, urla e inizia a cantare “Carnevale non te ne andare”; il prete dà l’estrema unzione e il notaio legge il testamento del Carnevale. Un testamento in cui spesso si fa riferimento ai fatti della vita politica e sociale del paese. Subito dopo inizia il rito del ballo dei gobbi, con i loro grotteschi vestiti, piangono e si disperano intorno al povero Carnevale che, a questo punto, sostituito da un fantoccio, viene adagiato in una bara e portato in giro in una goliardica marcia funebre. Alla fine il fantoccio del Carnevale viene bruciato nella piazza tra la folla in estasi.
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